Architetture tessili per eventi culturali. Installazioni contemporanee colorate

Le architetture tessili rappresentano una delle più efficaci soluzioni per la realizzazione di installazioni temporanee. Se trascuriamo le abitazioni dei popoli nomadi, una delle funzioni ideali da sempre attribuite a questi edifici è quella di protezioni leggere e reversibili durante manifestazioni di vario genere: religiose, artistiche, ludiche. In tutti questi ambiti il colore ha sempre svolto un ruolo centrale.

Il colore di questi manufatti è sempre stato espressione della cultura che li aveva prodotti (si pensi ad esempio alle manifestazioni religiose o sportive) e del proprio tempo. Ad esempio, il grande telo che protegge un gruppo di soldati probabilmente occupati in una funzione religiosa, visibile nel mosaico del Nilo a Palestrina (I secolo a.e.v.), era di colore rosso, tipico dell’arte ellenistica. Il baldacchino dello sposalizio rappresentato nel celebre Cassone Adimari (1450 circa) era a righe rosse e bianche, perfettamente in linea con gli abiti alla moda di quel tempo, e così via.

Nel corso del XX secolo, le architetture effimere si sono evolute seguendo lo sviluppo di materiali sempre più performanti e allo stesso tempo hanno rispecchiato la preferenza del Modernismo e dello stile hi-tech verso i colori chiari: su tutti il bianco. Ne consegue che ancora oggi gran parte delle architetture effimere è bianca, grigia o traslucida. Si pensi alle tensostrutture di Frei Otto, bianche o traslucide, al colore candido del Millennium Dome di Londra, ma anche alla Basketball Arena per le Olimpiadi del 2012 (Tenda in & Out, n.2/2012).

Negli ultimi anni questa tendenza sembra essere cambiata. Il carattere temporaneo di alcune installazioni ha favorito un nuovo approccio al design cromatico di questi manufatti che sono sempre più utilizzati come oggetti ai quali attribuire una funzione sociale diversa dal passato. Infatti, si tratta sempre meno di architetture celebrative e sempre più di strumenti utilizzati al fine di sensibilizzare il pubblico verso temi globali o problematiche del luogo. Ovviamente questa interpretazione sembra materializzarsi attraverso i colori della contemporaneità, ovvero i colori saturi dei media contemporanei. Questo nuovo approccio sembra volto a creare un contrasto con l’ambiente circostante che spesso si configura come un insieme caratterizzato da un colore brunastro (tutti i colori mescolati danno il marrone) o dal grigio dell’asfalto e del calcestruzzo che caratterizzano le nostre periferie. Il colore saturo (rosso, giallo, arancio che sia) diventa quindi uno strumento per identificare immediatamente il manufatto nell’ambiente in cui è collocato (visibilità) e allo stesso tempo colpire l’oseervatore: secondo il designer Jorrit Tornquist giallo e rosso irradiano energia e allo stesso tempo, come in natura, possono essere utilizzati per segnalare.

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